“PRIMA DI NOI”: LA SAGA DEI SARTORI TRA VERITÀ FAMILIARE E GRANDE STORIA

PRIMA DI NOI”: LA SAGA DEI SARTORI TRA VERITÀ FAMILIARE E GRANDE STORIA

Dalle trincee di Caporetto agli anni di piombo. Giorgio Fontana trasforma un segreto di famiglia in un’epopea televisiva su Rai 1: il racconto di un’Italia che ha saputo resistere, tra disertori, amori clandestini e il peso del destino.

Di Redazione Cultura – 9 Febbraio 2026

“Il mio bisnonno aveva disertato e, durante la ritirata di Caporetto, aveva messo incinta la figlia di un magliaro”. Inizia così, con un sussurro del passato, il viaggio di Giorgio Fontana verso la creazione di Prima di noi, il romanzo edito da Sellerio nel 2020 che è oggi diventato una delle scommesse più ambiziose della fiction di Rai 1.

Quello che per decenni è stato un aneddoto familiare “scomodo”, quasi un segreto da non raccontare volentieri tra le mura di casa, è diventato il seme di una saga imponente. Al centro della scena troviamo la famiglia Sartori, guidata nella prima generazione da un tormentato Maurizio Sartori, interpretato da un intenso Andrea Arcangeli.

Oltre la Seconda Guerra Mondiale: il fango della Grande Guerra

Se la televisione italiana ci ha spesso abituati a narrazioni incentrate sul secondo conflitto mondiale, Prima di noi compie un passo indietro necessario e coraggioso. Ci riporta nel 1917, tra le macerie della disfatta di Caporetto, dove il fango delle trincee si mescola alle scelte morali di un uomo che decide di scappare.

Ma la serie non si ferma all’eco dei cannoni. Segue i Sartori attraverso sessant’anni di storia italiana, arrivando fino alla fine degli anni Settanta. Tre generazioni alle prese con le grandi migrazioni interne, l’ascesa delle fabbriche, i mutamenti sociali e i conflitti ideologici di un Paese in perenne trasformazione.

Un cast da applausi e l’emozione della “Biondina”

Il successo di critica della serie risiede nella capacità di non essere un semplice documentario storico. Quello che colpisce lo spettatore è l’intreccio tra le grandi vicende e i “non detti” quotidiani. Una menzione d’onore va a Linda Caridi, definita dal pubblico “semplicemente meravigliosa” nel dare corpo a una femminilità resiliente e profonda.

Iconica la battuta che sta già facendo il giro dei social: “Vedi di meritartelo biondina”. Un passaggio di testimone che racchiude il senso profondo della serie: l’idea che la nostra libertà e il nostro presente siano il frutto di sacrifici, gioie e dolori di chi è venuto “prima di noi”.May be an image of baby

Un viaggio non “a cuor leggero”

Nonostante non abbia cercato il consenso facile delle commedie disimpegnate, la fiction ha conquistato una nicchia di fedelissimi che ne lodano il rigore e la profondità. Non è una serie da guardare a cuor leggero; richiede attenzione, empatia e la voglia di scavare nelle proprie radici.

I Sartori ci lasciano con un senso di mancanza, come se fossero parte della nostra stessa famiglia. Del resto, come sottolinea lo stesso Fontana, questa non è la sua storia personale, ma è la storia di tutti quegli italiani nati da un incontro casuale, da una fuga o da un atto di coraggio inaspettato.


Il commento dei lettori

Sui social il dibattito è aperto: “Questa fiction è stata un viaggio bellissimo nella nostra storia”, scrive un utente. Ed è proprio questo il merito più grande dell’opera: aver reso universale un piccolo, segreto ricordo di provincia.