PRIMA DI NOI: LA SAGA DEI SARTORI TRA VERITÀ FAMILIARE E GRANDE STORIA
Un non detto, un disertore e una vita che nasce tra le macerie di una ritirata. Giorgio Fontana trasforma un aneddoto di famiglia in un’epopea televisiva che attraversa il Novecento italiano, regalandoci il ritratto di tre generazioni in cerca di un posto nel mondo.
Il “seme” della storia: il bisnonno disertore
Tutto inizia con un ricordo quasi “proibito”. Giorgio Fontana ha confessato che l’ispirazione per il personaggio di Maurizio Sartori (interpretato da Andrea Arcangeli) nasce proprio dal suo bisnonno. Durante la ritirata di Caporetto nel 1917, l’uomo disertò, trovò rifugio presso una famiglia nel Friuli occidentale e mise incinta la figlia di un magliaro.
In casa Fontana, quel fatto si sapeva, ma non se ne parlava volentieri. È proprio in quel silenzio, in quel vuoto della memoria ufficiale, che lo scrittore ha trovato la forza per immaginare la vita dei Sartori: un racconto che non è autobiografia, ma che possiede la potenza vibrante della realtà vissuta.
Dalle trincee agli anni di piombo
Mentre la maggior parte della produzione televisiva italiana si concentra sul secondo conflitto mondiale, Prima di noi ha il merito di riportare l’attenzione sulla Prima Guerra Mondiale, punto di partenza di un viaggio lungo sessant’anni.
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1917: La fuga, la colpa e il desiderio di ricominciare.
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Le migrazioni: Il movimento dalle campagne alle città, la ricerca di lavoro nelle fabbriche del Nord.
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Gli anni Settanta: La fine di un’epoca, tra cambiamenti sociali radicali e i tumulti degli anni di piombo.
La serie non è un documentario, ma un dramma umano dove la Storia con la “S” maiuscola non è solo uno sfondo, ma un vento impetuoso che devia costantemente il cammino dei protagonisti.
Dal libro alla TV: cosa cambia?
Il passaggio dalle pagine dense di Fontana (pubblicate da Sellerio nel 2020) allo schermo della prima serata ha richiesto un lavoro di “pulizia” narrativa. La serie TV privilegia:
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Le emozioni e i non detti: Il linguaggio dei volti e dei silenzi diventa centrale per trasmettere il peso del passato.
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Legami più stretti: Un focus maggiore sulle connessioni tra i personaggi per rendere la trama più scattante e fruibile per il grande p
ubblico. -
Un cast d’eccellenza: Andrea Arcangeli e il resto del cast danno corpo a personaggi che nel romanzo erano voci interiori, rendendoli iconici per il pubblico di Rai 1.
Il valore della memoria
Prima di noi ci ricorda che ognuno di noi è il risultato di scelte, errori e fughe di chi è venuto prima. La saga dei Sartori è lo specchio di un’Italia che ha saputo resistere e trasformarsi, pagando ogni centimetro di progresso con il sudore e la nostalgia.