L’ultimo capitolo dei Sartori: stasera in tv il finale di “Prima di noi” tra segreti e addii

 

Ci abbiamo messo poco a capire che quella famiglia non è poi così diversa dalla nostra. Con i suoi costruttori e i suoi distruttori, con i segreti che passano di generazione in generazione e il peso di chi è venuto prima.

Stasera in tv, alle 21.30 su Rai 1 (in contemporanea in streaming su RaiPlay, dove ci sono anche gli episodi già trasmessi), Prima di noi chiude il cerchio. L’ultima puntata della serie diretta da Daniele Luchetti e Valia Santella, tratta dal romanzo di Giorgio Fontana, è il momento delle verità. Quelle che non si possono più rimandare, quelle che cambiano tutto. E che, forse, permettono finalmente di guardare avanti.

prima di noi serie tv foto rai

È il momento di dire addio ai Sartori: stasera in tv va in onda la quinta e ultima puntata di Prima noi, la saga familiare del Novecento (foto ufficio stampa)

Le anticipazioni della quinta e ultima puntata di Prima di noi

La trama dell’episodio 9

Il nono episodio riprende da Renzo (Matteo Martari) che si risveglia in ospedale, circondato dai figli Diana e Libero. Il destino ha uno strano senso dell’ironia: il giovane medico che gli cura la ferita alla mano è Luigi (Andrea Palma), e questa coincidenza porta Renzo a interrogarsi se dire o meno al ragazzo che è figlio suo, non di Flaviut, e che non può sposare Eloisa perché è sua cugina.

Mentre Renzo combatte con questo peso, Diana accetta la sua omosessualità grazie all’incontro con Sandra, di cui pian piano s’innamora. Libero e Marta si sposano e nasce Nadia, la prima della quarta generazione. Ma di lì a poco Marta la abbandona per andare in missione in Africa. Gabriele (Maurizio Lastrico), nel tentativo di recuperare il rapporto con Davide, da sempre geloso del legame speciale tra suo padre e Luigi, scopre che l’allenatore di boxe dell’avversario di suo figlio è Gino, l’ex fidanzato di Margherita (Diane Fleri). Diana si fa coraggio e confessa al padre di amare Sandra. La reazione è durissima. Dal Friuli arriva una notizia ferale.

La trama dell’episodio 10

Il decimo e ultimo episodio si apre nel 1978, al funerale di Nadia. L’intera famiglia si ritrova, arriva anche Luigi, che trova il coraggio di rivelare a Eloisa il motivo che lo ha spinto a scappare lontano e a lasciarla. È il momento dei chiarimenti, in alcuni casi delle riconciliazioni.

Alla fine, Eloisa riceve dal padre una lettera lasciatagli da Nadia. La leggerà davanti a tutti svelando attraverso le parole della nonna la vera storia dei Sartori, segreti compresi. Il «prima di noi» ora è chiaro a tutti, ognuno ha la sua verità e anche la possibilità di riscatto. Il Cjalcjut non tornerà più. È finalmente il momento di fare spazio a quello che c’è e che di nuovo arriverà.

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Matteo Martari in una scena di Prima di noi (foto ufficio stampa)

Il cast e i personaggi di Prima di noi: le tre generazioni di Sartori

A guidare tutto ci sono Linda Caridi e Andrea Arcangeli, Nadia e Maurizio, i capostipiti. Lei è una costruttrice, sognatrice, la radice indistruttibile del nucleo familiare. Lui è un distruttore, tormentato dal segreto della diserzione dopo Caporetto, un fantasma che perseguiterà figli e nipoti.

I loro tre figli – Gabriele (Maurizio Lastrico e Leonardo Cesaroni), Domenico (Luca Di Sessa) e Renzo (Matteo Martari e Alessandro Bedetti) – incarnano destini diversi ma ugualmente segnati dall’eredità paterna. Accanto a loro, Diane Fleri è Margherita, Benedetta Cimatti è Teresa, Elena Lietti è Maddalena.

La terza generazione arriva con Romana Maggiora Vergano nei panni di Eloisa, primogenita ribelle di Gabriele e Margherita. E poi Lorenzo Aloi che interpreta Davide, Andrea Palma che è Luigi, Ginevra Francesconi nei panni di Diana, Luca Nozzoli che è Libero. A completare il cast, Fausto Maria Sciarappa è Leone.

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Romana Maggiora Vergano in Prima di noi (foto ufficio stampa)

Romana Maggiora Vergano: «Eloisa non ha paura di contraddirsi»

«Ciò che mi ha colpito e affascinato di questa storia è che prenda l’intero secolo, con i passaggi di generazione in generazione», racconta Romana Maggiora Vergano. «Ho trovato molto bella l’ambivalenza tra la necessità di allontanarsi dal nucleo familiare e il tornare al porto sicuro. Ci si rende conto che siamo soli, è una storia che aiuta a capire qualcosa di noi».

Il suo personaggio, Eloisa Sartori, è una ragazza della terza generazione che negli anni Settanta entra in scena con tutta la sua voglia di ribellione. «Mi piace perché non ha paura di contraddirsi. Fervente anarchica, decide di studiare Legge. Rifiuta il concetto di Stato e sostiene l’abolizione delle carceri, cerca un posto nel mondo con incoerenza. Quello che ammiro in lei, e che non ho, è la capacità di autosalvarsi».

Per prepararsi al ruolo, Romana ha lavorato molto anche sui costumi. «Nel periodo anarchico era più libera: gonne colorate, tessuti morbidi, una libertà di movimento che passava proprio dal costume», riflette. «Nel momento in cui invece cambia, diventa più seria e anche più chiusa in se stessa, ricordo che mi è stato messo un orologio al polso molto stretto, avevo sempre una sciarpa che ingombrava molto questa zona e quasi mi impediva di respirare».

Il set, racconta, è stato un’esperienza intensa: «Mi ha colpito molto la grande umanità e il grande scambio che c’è stato tra noi interpreti, con i registi e con tutti i collaboratori. Erano tutti profondamente dentro questa storia, la sentivano davvero. Abbiamo lavorato senza filtri, con molta verità».