Gloria – Il Ritorno: Sabrina Ferilli colpisce ancora. Perché il sequel è il cult che stavamo aspettando

Gloria – Il Ritorno: Sabrina Ferilli colpisce ancora. Perché il sequel è il cult che stavamo aspettando

Il ritorno di Sabrina Ferilli nei panni dell’inarrivabile Gloria Grandi (all’anagrafe ancora Cicalone, per chi non dimentica le origini) non è stata solo una serata di televisione, ma un vero e proprio evento pop che ha confermato come il personaggio nato nel 2024 sia già entrato nell’immaginario collettivo. Diretto con il consueto brio da Giulio Manfredonia, questo film TV sequel non si limita a cavalcare il successo della serie originale, ma ne eleva i toni, trasformando la satira del mondo dello spettacolo in una commedia umana vibrante, caotica e irresistibilmente romana.

Una diva tra le macerie della gloria: la trama e il cast

In questo nuovo capitolo, ritroviamo una Gloria ancora più divistica e, se possibile, ancora più fragile sotto la sua corazza di paillettes e cinismo. Il film riprende le fila del suo complesso rapporto con il passato e con la famiglia, mettendo in scena un cast che è un vero e proprio “dream team” della commedia italiana. La chimica tra la Ferilli e Sergio Assisi (l’instancabile Alex Pellegrini) continua a essere il motore pulsante della narrazione: un amore che è un duello, fatto di battute al vetriolo e tenerezze improvvise.

Ma la vera sorpresa di questo sequel è l’ingresso di Claudia Gerini nel ruolo de “La Bella del Tufello”. Il faccia a faccia tra le due icone del cinema romano è pura adrenalina: una sfida di carisma che omaggia la grande tradizione della commedia all’italiana, dove le donne non sono solo comprimarie, ma padrone assolute della scena. A dare equilibrio a questo vortice di egocentrismo ci pensano l’immancabile Emanuela Grimalda (Iole), ormai spalla comica insostituibile, e Luca Angeletti nel ruolo del fratello Sergio, capace di riportare Gloria coi piedi per terra (o almeno di provarci).

Il Giudice e la Diva: la nuova dinamica con Francesco Arca

L’inserimento di Francesco Arca nel ruolo del giudice Bernardo Pace aggiunge un elemento di rottura fondamentale. La legge entra nella vita della diva non solo sotto forma di aule di tribunale, ma come uno specchio di rigore morale contro cui l’anarchia sentimentale di Gloria va a scontrarsi. Il contrasto tra la serietà di Arca e l’esuberanza della Ferilli regala momenti di alta commedia, giocando sul fascino degli opposti e su una tensione erotica mai scontata.

È proprio in questa tensione che il film trova la sua forza: Gloria non è più solo una diva a caccia di una parte, ma una donna che deve rispondere delle proprie azioni davanti a un uomo che non si lascia incantare dai suoi autografi. La presenza di comprimari d’eccezione come Lucianna De Falco e il tocco colto di Pino Strabioli arricchiscono il sottotesto del film, rendendo “Il Ritorno” un’opera corale dove ogni personaggio, dal piccolo Thiago (Pietro Serpi) alla solida Anna (Manuela Mandracchia), aggiunge un tassello fondamentale al mosaico.

La regia di Manfredonia: tra satira e sentimento

Giulio Manfredonia conferma la sua capacità di dirigere Sabrina Ferilli esaltandone le doti più autentiche: quella “romanità” che non è mai macchietta, ma profondità d’animo condita da una sana sfrontatezza. La regia è veloce, moderna, capace di passare dal lusso dei set cinematografici alla veracità della vita quotidiana con estrema naturalezza. “Gloria – Il Ritorno” ci è piaciuto tantissimo perché non ha paura di essere eccessivo, proprio come la sua protagonista.

Il film affronta con leggerezza, ma senza superficialità, il tema del tempo che passa e della ricerca della verità in un mondo (quello della TV e dei social) che vive di apparenze. La “Bella del Tufello” contro la “Diva di Fiano Romano”: non è solo uno scontro tra attrici, ma una riflessione su cosa significhi essere donne di successo oggi in Italia, tra pregiudizi e voglia di riscatto.

Conclusione: Un successo annunciato (e meritato)

In conclusione, “Gloria – Il Ritorno” è la conferma che quando c’è un’idea forte e un cast affiatato, il sequel può superare l’originale. Sabrina Ferilli ci regala una delle sue prove più mature, divertendosi e facendoci divertire, senza mai perdere quell’umanità che la rende la “favorita” del pubblico italiano. Gloria Cicalone è tornata, e la sua gloria non è mai stata così splendente.