UN POSTO AL SOLE, ANTICIPAZIONI: Il ritorno del “Re” del Condominio! Renato Poggi Amministratore e la disperazione di Raffaele
“UN POSTO AL SOLE” Il cerchio si chiude, e Palazzo Palladini trema dalla gioia (e un po’ dal terrore)!
Napoli, Palazzo Palladini. Il Sole entra gioioso dalle numerosissime finestre come sempre, ma oggi c’è un’aria un po’ diversa: è l’aria di un ritorno che nessuno si aspettava, eppure tutti, o quasi, nel profondo, speravano di rivedere.
Dopo trent’anni quasi esatti dalla primissima puntata del 1996, Renato Poggi sta per tornare al posto che gli è sempre appartenuto: l’amministratore del condominio più chiacchierato d’Italia. E non è un ‘forse’.
È Otello Testa in persona (l’ex vigile un po’ burbero, pignolo e inflessibile) a consegnargli le chiavi del regno.
Nella riunione dei condomini, Otello si alza, con quella convinzione da ‘ho deciso e guai a chi fiata’, e annuncia le sue dimissioni.
Poi, con la solennità di chi sta nominando un erede al trono, pronuncia la frase che fa cadere il silenzio: “Il mio successore sarà Renato Poggi”.
Renato (Marzio Honorato), il re dei tirchi simpatici, ex contabile dei Cantieri Palladini, ex marito di Giulia, padre di Angela e Niko, e soprattutto cognato storico di Raffaele…per poco non fa un balzo sulla sedia. Gli occhi gli brillano come quando, trent’anni fa, firmava le prime delibere condominiali con la stessa faccia da ‘finalmente comando io’.
E qui arriva il momento più bello, quello che scalda il cuore e fa ridere tutti noi spettatori di lunga data.
Renato, ancora prima della votazione ufficiale, si piazza davanti allo specchio della portineria. Si sistema il colletto della camicia, si passa una mano sui capelli (quelli che resistono eroicamente al tempo) e attacca:
“Raffaele, ti ricordi? Trent’anni fa io ero già amministratore e tu…beh, tu eri il portiere. Io decidevo, tu eseguivi. Ora torniamo esattamente a quel punto. Solo che stavolta…stavolta ho un po’ più di esperienza. E un sacco di conti in sospeso”.
Raffaele (il mitico Patrizio Rispo), che fino a un secondo prima sognava solo più tempo con Ornella, impallidisce. Sa benissimo cosa significa: preventivi da rivedere al centesimo, riunioni infinite, lamentele sui lavori ‘troppo cari’ e soprattutto le frecciatine quotidiane del cognato-amministratore.
La vendetta è un piatto che si serve freddo…ma Renato lo serve tiepido, con un sorrisetto da furbacchione.
È il cerchio che si chiude. È la soap che ci ricorda perché l’amiamo da trent’anni: perché qui non ci sono solo drammi d’amore, tradimenti e colpi di scena. Ci sono anche le piccole grandi storie di amicizia, di rivalità bonarie, di persone che invecchiano insieme ma non perdono mai la voglia di punzecchiarsi.
Palazzo Palladini è di nuovo nelle mani di Renato Poggi.
E noi, davanti allo schermo, non vediamo l’ora di scoprire quante volte Raffaele alzerà gli occhi al cielo e quante volte Renato esclamerà, con quella voce inconfondibile: ‘Ma come si fa a spendere tutti questi soldi?! Ma quando lavori?! Tu, mio caro cognatino, ti assenti un po’ troppo!”.
Bentornato, amministratore. Il condominio più pazzo d’Italia ti aspettava. E stavolta… promette di essere ancora più esilarante di trent’anni fa
Napoli non è solo il Golfo, il Vesuvio o il profumo di caffè che sale dai vicoli; per milioni di italiani, Napoli è quel portone che si apre su Palazzo Palladini. E oggi, tra quelle mura cariche di storia, sta per consumarsi un evento che sa di leggenda, di nostalgia e, ammettiamolo, di una comicità irresistibile. Preparate i fazzoletti (per le risate) e le calcolatrici: Renato Poggi riprende lo scettro.
Il passaggio di consegne: Otello abdica, Renato esulta
Tutto inizia in una di quelle riunioni condominiali che solitamente promettono solo sbadigli e liti sulle infiltrazioni d’acqua. Ma stavolta l’atmosfera è solenne. Otello Testa, il nostro vigile del cuore, colui che ha fatto della pignoleria un’arte, decide che è tempo di godersi il meritato riposo (o forse solo di sfuggire alle lamentele di Alberto Palladini).
Con un gesto che profuma di epica televisiva, Otello posa le chiavi e i registri. Il silenzio cala nella sala. Poi, il nome che scuote le fondamenta del palazzo: “Il mio successore sarà Renato Poggi”.
Per Renato è come vincere alla lotteria senza aver comprato il biglietto. Lui, il contabile per eccellenza, l’uomo che vede sprechi anche dove c’è solo aria, torna al posto che occupava agli albori della soap, trent’anni fa. Il cerchio non si chiude semplicemente: si sigilla con la ceralacca della parsimonia.
La resa dei conti in Portineria: Renato vs Raffaele
Ma il vero spettacolo inizia un attimo dopo. La scena si sposta nel regno di Raffaele Giordano. Renato non perde tempo: si sistema la giacca, assume quel piglio da “so tutto io” che lo ha reso un’icona, e si fionda davanti al cognato.
Il dialogo che ne segue è già storia:
“Raffaele, la storia ha i suoi corsi e ricorsi. Trent’anni fa io comandavo e tu eseguivi. Oggi, con qualche ruga in più ma con il portafoglio ancora più stretto, torniamo all’antico splendore. Io decido le spese, tu… beh, tu cerchi di non farmi spendere troppo, se ci riesci!”
L’espressione di Patrizio Rispo è un capolavoro di rassegnazione. Raffaele capisce in un istante che i suoi turni di riposo, le sue pause caffè e i suoi piccoli “extra” per la manutenzione del giardino passeranno sotto il microscopio di un uomo che considera lo spreco un peccato mortale.
Trent’anni di Un Posto al Sole: Perché questo ritorno ci emoziona
Perché siamo tutti così eccitati per un cambio di amministratore? Perché Un Posto al Sole non è solo una soap opera; è lo specchio della nostra vita quotidiana. Vedere Renato tornare a gestire il condominio è un tuffo nel 1996, un ritorno alle radici che ci ricorda quanto siamo cresciuti insieme a questi personaggi.
Il ritorno di Renato amministratore promette:
Battibecchi leggendari: Le colazioni al bar di Silvia diventeranno il ring preferito per le frecciatine tra i due cognati.
Tagli ai costi estremi: Ci aspettiamo preventivi ridotti all’osso e lampadine della scala cambiate solo dopo tre solleciti scritti.
Riunioni fiume: Preparatevi a scene di puro surrealismo condominiale dove Renato cercherà di spiegare a Ferri e ai Cirillo perché non si può rifare la facciata quest’anno.
Bentornato, Renato!
Il condominio di Posillipo ha di nuovo un “padre padrone” che controllerà ogni centesimo. Raffaele alzerà gli occhi al cielo, Giulia sorriderà scuotendo la testa e noi, fedeli spettatori da tre decenni, saremo lì a goderci ogni singola delibera.
Palazzo Palladini trema, ma di gioia. Perché senza le lamentele di Renato sui “soldi buttati”, Un Posto al Sole non sarebbe lo stesso. La vendetta (economica) di Renato è servita, e sarà divertentissima!
Il punto di vista dei fan: “Era ora! Renato amministratore è il ritorno alle origini che serviva per dare quella ventata di ironia pura di cui Upas è maestra. Povero Raffaele, ma che risate ci faremo!”