IL DUELLO DELLE FICTION: IL RITORNO DI #ATESTAALTA CONTRO L’ENIGMA “PRIMA DI NOI”
IL DUELLO DELLE FICTION: IL RITORNO DI #ATESTAALTA CONTRO L’ENIGMA “PRIMA DI NOI”
Mentre Sabrina Ferilli domina gli ascolti con il suo coraggio su Canale 5, Rai 1 arranca con una saga familiare ambiziosa ma difficile da decifrare. Il mercoledì sera diventa il campo di battaglia tra il melodramma civile e il realismo storico.
Di Redazione Spettacoli – Speciale Fiction
Il mercoledì televisivo italiano non è mai stato così diviso. Da una parte, il rassicurante e potente richiamo di Canale 5, che domani sera ripropone il secondo appuntamento con #ATestaAlta – Il coraggio di una donna. Dall’altra, lo smarrimento di Rai 1, che con “Prima di Noi” sta vivendo un paradosso auditel: una critica che applaude al coraggio autoriale, ma un pubblico che sembra non aver ancora trovato la chiave di lettura per entrare nel mondo dei Sartori.
A TESTA ALTA: IL RITORNO DELLA REGINA FERILLI
Domani, mercoledì 4 febbraio, l’attenzione è tutta per la seconda puntata di #ATestaAlta. La fiction con Sabrina Ferilli ha debuttato con numeri da capogiro, sfiorando il 26% di share e confermando l’attrice romana come l’unico vero “usato sicuro” della televisione generalista.
Cosa vedremo: Nel secondo episodio, la tensione sale alle stelle. Virginia Terzi (Ferilli) scopre che il ricatto che ha colpito la sua vita professionale non è che la punta di un iceberg. Mentre cerca di difendere il suo ruolo nella scuola, deve affrontare il mistero di una donna arrivata dal passato di Marco (Raniero Monaco di Lapio), un uomo che per proteggerla metterà a serio rischio la sua stessa vita.
Perché piace: La forza di questa serie risiede nella sua capacità di mescolare il civil drama al thriller sentimentale. Il pubblico si identifica in una donna che non si piega, una “eroina della porta accanto” che combatte contro i mulini a vento della calunnia digitale e del potere locale.
IL CASO “PRIMA DI NOI”: RAI 1 TRA AMBIZIONE E SHARE
Mentre Mediaset festeggia, in casa Rai il clima è più teso. “Prima di Noi”, la saga tratta dal romanzo di Giorgio Fontana, si è fermata a un deludente 14% di share. Un risultato che profuma di sconfitta per la rete ammiraglia, abituata a numeri ben più solidi per le sue epopee familiari.
Tuttavia, ridurre tutto ai numeri sarebbe un errore. La serie diretta da Daniele Luchetti e Valia Santella è un esperimento linguistico e visivo senza precedenti.
Il nodo del dialetto: La scelta di un friulano stretto e verace è stata accusata di essere una barriera. Se in serie come L’Amica Geniale il dialetto è diventato un marchio di fabbrica, qui sembra aver spaventato quella parte di pubblico che cerca un intrattenimento più immediato dopo cena.
Un cast d’eccellenza: Nonostante gli ascolti, nessuno può mettere in discussione il talento di Linda Caridi (una Nadia straordinaria) e Andrea Arcangeli. La loro capacità di invecchiare e mutare insieme all’Italia, dal 1917 agli anni di piombo, è il vero cuore pulsante dell’opera. Il problema, forse, risiede in una scrittura “stratificata” che mal si concilia con i ritmi frammentati della TV generalista.
IL VERDETTO: CHI VINCERÀ LA SFIDA?
Il confronto tra queste due produzioni ci dice molto sullo stato della fiction italiana nel 2026. Da un lato abbiamo la “formula Canale 5”: temi forti, volti amati, ritmo serrato e una chiara distinzione tra bene e male. Dall’altro, la “sfida Rai”: realismo sporco, dialetto, riflessione storica e una narrazione corale che richiede uno sforzo attivo allo spettatore.
Se #ATestaAlta vince la battaglia dell’audience, “Prima di Noi” solleva domande fondamentali: la TV pubblica deve inseguire lo share
o ha il dovere di sperimentare linguaggi nuovi, anche a costo di perdere spettatori?
Conclusione: Una scelta di campo
Mercoledì sera sarà il momento della verità. Su Canale 5 e Mediaset Infinity, Virginia Terzi continuerà la sua marcia verso la giustizia, promettendo colpi di scena che terranno l’Italia incollata allo schermo. Su RaiPlay, invece, i Sartori continueranno a raccontarci chi eravamo, sperando che il pubblico trovi finalmente la pazienza di ascoltare la loro lingua aspra e bellissima.