La Verità Definitiva sulla Morte di Jana Exposito | La Promessa News
A La Promessa nulla resta più intatto: nemmeno la morte. La vicenda di Jana (Hana) Exposito, che sembrava ormai consegnata a una verità ufficiale tanto tragica quanto definitiva, si trasforma in un abisso di dubbi, sospetti e rivelazioni inquietanti. La tomba profanata, la pala che affonda nella terra del cimitero di Luján, il silenzio spezzato da un gesto sacrilego: tutto indica che qualcuno non è disposto ad accettare la versione dei fatti imposta. Mentre Manuel sprofonda nel dolore e si aggrappa a una spiegazione che gli consente di sopravvivere, Curro stringe il cerchio, deciso a scoprire cosa si nasconde davvero dietro la morte di sua sorella. Il colpo di pistola non basta più. L’ombra del veleno si allunga sulla Promessa come una condanna collettiva, pronta a travolgere equilibri, alleanze e destini.
Al centro di questo terremoto emotivo e narrativo c’è Cruz Ezquerdo, marchesa di Luján, rinchiusa in carcere con l’accusa di aver assassinato la nuora. Il suo ingresso in prigione segna una caduta brutale: dalle stanze del potere alle mura umide di una cella, dove il prestigio non ha alcun valore. Le giornate sono scandite dal lavoro forzato, dalla fame, dall’ostilità delle altre detenute. Le notti, invece, diventano il teatro dei ricordi e dei rimorsi. Cruz ripercorre la sua vita, le manipolazioni, le scelte crudeli compiute per garantire a Manuel un futuro di potere, fino a eliminare l’erede legittimo. Ora quel disegno si è ritorto contro di lei. In carcere scrive una lettera al marito Alonso, un tentativo disperato di spiegare il proprio tormento. Ma il marchese la strappa senza leggerla, deciso a cancellarla per sempre. Sarà Petra, nell’ombra, a recuperare quei frammenti, trasformandoli in un’arma potenziale, alimentata dal rancore per la perdita del figlio Feliciano.
Mentre Cruz attende un processo che può essere condanna o redenzione, alla Promessa il lutto continua a divorare chi è rimasto. Manuel, davanti alla tomba di Jana, compie un gesto intimo e straziante: getta nella fossa una caramella, il piccolo talismano che lei nascondeva sempre nelle sue tasche prima di ogni viaggio. Un simbolo d’amore spezzato, fragile e potentissimo. Maria Fernandez, invece, vive il dolore come una colpa. Si aggira per il palazzo come un’anima perduta, schiacciata dal rimorso di non aver insistito quella notte affinché Jana dormisse con lei. Quel “se” diventa una tortura quotidiana. Ma il dolore individuale lascia presto spazio a una determinazione più grande: Curro non accetta che la morte di sua sorella venga archiviata come un semplice sparo. Le ultime parole di Jana, il suo rifiuto silenzioso di accusare Cruz, aprono una voragine di domande. E quando un sabotaggio alla sella del cavallo rischia di ucciderlo, Curro capisce di aver toccato un nervo scoperto.
La svolta arriva con Pia Adarre. È lei a compiere il gesto estremo che nessun altro osa affrontare: la riesumazione del corpo. Da sola, nella notte, scava la tomba di Jana, consapevole di violare ogni legge morale e civile. Quando apre la bara, chiede perdono in silenzio all’amica, certa che Jana avrebbe fatto lo stesso per lei. Ciò che trova cambia tutto. Il corpo è lì, reale, inequivocabile: Jana è morta. Ma presenta segni incompatibili con una semplice ferita d’arma da fuoco. La pelle bluastra, le unghie, la lingua: indizi che parlano di avvelenamento. Pia conferma i sospetti di Curro, anche se sa di non essere un medico. Per questo cerca un parere esperto e si rivolge a Rufino de la Merced, conoscitore di veleni, che riconosce nei sintomi un possibile avvelenamento da cianuro. La morte di Jana non è stata un atto impulsivo, ma l’ultimo passo di un piano calcolato.
Da quel momento, il mistero assume contorni ancora più inquietanti. I sospetti si concentrano su figure potenti e ambigue: Lorenzo de la Mata, ostile a Jana fin dal primo giorno, incapace di accettare la sua ascesa sociale; Leocadia, mossa da una sete di vendetta silenziosa; Jacobo, coinvolto in dinamiche opache. Una lettera intercettata da Curro, indirizzata a Lorenzo e proveniente proprio da Rufino, crea un collegamento diretto che non può essere ignorato. Intanto Leocadia consolida il suo potere alla Promessa, occupando lo spazio lasciato vuoto da Cruz con una strategia fredda e graduale. La verità sulla morte di Jana Exposito è ormai definitiva su un punto: non è viva, non è fuggita, non c’è alcun trucco. È stata uccisa due volte: dal veleno e dal silenzio. Ora la domanda non è più “se”, ma “chi”. E alla Promessa, quando la verità comincia a emergere dalla terra, nulla resta davvero al sicuro.